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Istrice

Lampioni e portici
è andata così
piccola istrice
dagli occhi bui

Quel bacio alcolico
rossetto e guai
è stato facile
e non lo è stato mai

Chi ci ricorderà
chi ti farà ridere
per chi ti smarrirai
chi userà lo sguardo tuo
chi lo fa al posto mio
io dove sarò?

Tra il fiume e i portici
già buio alle sei
cuore selvatico
quanti anni hai
“non dirmi amore mai
ma incantami, dai
è così facile”
e non lo è stato mai

Chissà chi pungerai
chi ti farà piangere
chi ti addormenterà
chi userà lo sguardo tuo
chi lo fa al posto mio
io dove sarò?

Nella città che ha il cuore di un istrice
ti cercherò in un traffico di anime qui…

Chi ci ricorderà
chi ti farà ridere
per chi ti smarrirai
chi userà lo sguardo tuo
chi lo fa al posto mio
io dove sarò?


Intervista

La mia più grande paura è la solitudine ma è una paura già collaudata in quanto già sono solo. Mi è difficile trovare una donna che mi accetti per quello che sono. Un tipo stralunato che non dorme la notte e preferisce guardare le stelle ad occhi aperti per farsi tanti castelli in aria e il mattino dopo non capire niente.
Vorrei fuggire in un posto come le Bahamas, lontano da questa città piena di merda, di puttane, drogati e politici corrotti che infestano i marciapiedi tutte le notti per insozzarli con i loro piedi da star, almeno lì le impronte le lascerei sulla spiaggia e forse conoscerei anche qualche bellezza locale, qualche stella marina piuttosto che quelle del cielo.
Così magari potrei mostrare anche la parte migliore di me stesso, ah ah ah! Sì, quel mio profilo sinistro, quello dove si vede anche il neo! Sto scherzando. Mostrerei il modo in cui riesco ad essere dolce e buono, il modo come riesco ad amare le donne a differenza di quei brutti bastardi che le maltrattano e le picchiano. Sì, credo che nessuno saprebbe amare come lo farei io. Ma forse è solo una grossa cazzata.
Perché a volte è il mio lato peggiore che prende forma ed è quella parte di me che resta in silenzio di fronte alle ingiustizie, s’irrigidisce e  s’incazza davanti alla sporcizia di questo mondo. Forse il mio lato peggiore è la barriera del silenzio che mi si contrappone al contatto degli altri, benché alcuni dicano anche che il silenzio è d’oro e che senza non si può ascoltare davvero.
Forse è anche per questo che amo tanto le donne, perché loro riescono a vedere cosa c’è oltre gli occhi di un uomo che parla poco, loro possono prenderti l’anima e buttarla via, oppure prendertela per leggerti dentro, infilarci le mani e toglierti il cuore. Ecco, è che a me piace restare senza cuore nel senso che mi piace darlo, in fondo il mio cuore è esattamente come una puttana e batte sui marciapiedi.
Ed è per questo che la cosa che mi da noia di più adesso è aver perso l’occasione di poter amare ed essere amato da una donna davvero speciale, una donna a cui però forse non piacevano molto i film porno… peccato! Ma un giorno forse andranno alla grande, ah ah ah!
C’è questa ingiustizia che mi perseguita e che perseguita il mondo. C’è sempre, e credo sia tutta colpa dell’uomo stesso. Non sopporto l’ingiustizia ed è in questo che l’uomo è così miserabile, non si rende conto del male che si fa da solo, con le proprie stesse mani. Si strangola e soffoca tra le proprie dita.
Vorrei rinchiudermi nella stanza di un Hotel. E’ lì che ho vissuto i miei momenti migliori, ore agognate di passione e amore, di attese. Più lunga si faceva l’attesa e maggiore era la ricompensa che poi potevo ottenere nel poterla guardare negli occhi e accarezzarla. Erano attimi di amore puro. Con la schiuma del suo cappuccino sulle mie labbra, sorridendo insieme durante la colazione a letto la mattina. Momenti magici che non torneranno.
E poi, uscito da lì, di nuovo al mio fottutissimo lavoro, avrei preferito qualcosa di meglio, qualcosa che potesse rendere felice anche lei. Mi piace indagare dentro le persone, chissà, forse mi sarebbe piaciuto fare il medico o lo psichiatra, per riuscire a leggere tutti dentro, come se fossero libri, storie mute da raccontare impostando i sottotitoli.
Ed è per questo che apprezzo l’onestà, la sincerità. E’ ciò che ci rende veri uomini, le bugie, quelle le dicono soltanto i bambini. Se vogliamo essere veri uomini dovremmo essere sempre onesti, soprattutto con noi stessi. Io non so se sono onesto con me, a volte mi sento illegale. Il mio cuore è illegale perché vuole fuggire da questo Stato, il mio cuore è come una puttana.
Diciamo anche da questo stato di cose. Per ritrovarmi con una donna che sappia essere allo stesso tempo sia dolce che sensuale. Una donna deve saper comunicare con il proprio corpo, deve sapersi muovere. I suoi sguardi e il suo modo di camminare fanno di una donna una vera donna. Gli occhi che sanno parlare a quelli muti di un uomo quando s’incrociano gli sguardi vicendevolmente.
E così ritrovarsi in una casetta, magari in collina o vicino al mare, dove un giorno potrei ritrovarmi con tanti bamboccetti che mi ronzano intorno. Ci giocherei con la mia pistola finta, bang bang! Presi!
E’ solo questo che voglio. E per ottenere i propri sogni bisogna svegliarsi.


Ammarare

Siamo terre lontane, amareggiate,

siamo come scoli, inascoltati.

Ci attraversiamo come strade all’incrocio

senza fermarci mai con gli occhi

siamo come poli negativi, ci appollaiamo

sui nostri allori fatti d’argento,

culle disfatte da bambini, adesso noi adulti

galleggiamo in queste amache nell’aria

con i nostri ammacchi sulla pelle

scordandoci  gli ammiccamenti all’incrocio

su per quella via dove vedemmo anche Gesù

inchiodarsi coi freni delle mani alla croce

con il nome in testa di Amore e Re.

Fuggiamo via, amareggiati, come mari lontani.


Il mormorio interno di Travis

Buongiorno Travis. Pensi ancora a lei? Davvero non fai altro. Vedi ti affacci alla finestra oggi.Vaffanculo, ci sono altre finestre fuori e dietro ogni altra finestra una donna che scopa con un uomo o che meglio si fa scopare. Che puttane, sono tutte puttane. Luridi, stronzi figli di puttana anche loro, i maschi che le scopano. Soprattutto loro sono dei pezzi di merda che le trattano come schiave e loro, le donne che io amo o forse penso di amare che si fanno usare come pezze per pulire il pavimento. Scopate. Bastardi, li ammazzerei tutti. Vero Travis che ammazzeresti tutti se solo possedessi anche una pistola automatica, oppure un fucile di precisione? Mi guardo allo specchio, dico beh, non sono male, ma non mi riconosco. Penso e catturo quella parola, come ispirazione, la racchiudo in una nuvola e la porto via e mi chiedo se il tipo allo specchio ce l’abbia con me, se davvero si voglia avvicinare e farmi male. No, no, il governo, i santi, i preti, dovrebbero finire tutti nella fossa è questo che pensi Travis? Ognuno pensa ai suoi loschi affari egoisti e nessuno mai davvero fa qualcosa per qualcun altro, forse tu, cioè io, noi due caro Travis, forse noi lo facciamo davvero per l’altra persona? Chissà se quella donna mi pensa ancora. Io so che ti ha amato e forse anche solo per un attimo e quell’attimo ti è bastato. La mano si muove vicino ai pantaloni. Scivola come a prendere una pistola che non c’è. Push, push push. Davanti allo specchio. Li ammazzeresti tutti, o forse, ammazzeresti te, siamo tutti sulla stessa barca vero Travis?
Si addormenta nel suo letto, con un libro spiegazzato tra le mani, la parola “AMORE” scritta vicino ad una macchia di rossetto su una pagina del libro.
Era quella la parola?


Il Cimitero di Praga

Occorre un nemico per dare al popolo una speranza. Qualcuno ha detto che il patriottismo è l’ultimo rifugio delle canaglie: chi non ha principi morali si avvolge di solito in una bandiera, e i bastardi si richiamano sempre alla purezza della loro razza. l’identità nazionale è l’ultima risorsa dei diseredati. Ora il senso dell’identità si fonda sull’odio, sull’odio per chi non è identico. Bisogna coltivare l’odio come passione civile. Il nemico è l’amico dei popoli. Ci vuole sempre qualcuno da odiare per sentirsi giustificati nella propria miseria. L’odio è la vera passione primordiale. E’ l’amore che è una situazione anomala. Per questo Cristo è stato ucciso: parlava contro natura. Non si ama qualcuno per tutta la vita, da questa speranza impossibile nascono adulterio, matricidio, tradimento dell’amico… Invece si può odiare qualcuno per tutta la vita. Purché sia sempre là a rinfocolare il nostro odio.  L’odio riscalda il cuore.

Il Cimitero di PragaUmberto Eco


Il primo giorno dell’anno

Un anno senza braci e senza abbracci, un anno senza fuochi e senza ustionati, la mia pelle è ancora intatta e tesa,

come se dalle mani rivolte verso l’altro esprimessi calore tenue che si alza in alto

fuochi fatui si disperdono lungo il cielo tra l’altro e l’alto

non mi perdo vago oltre senza rompere alcuna breccia nel cuore altrui

innalzo la muraglia di un nuovo anno dove mi arrampico per saltare

perché è comunque altrove che devo stare

un giorno ti raggiungerò ovunque ti saprò riscoprire

per farti una sorpresa saremo ciò che siamo stati da bambini

di nuovo nudi a leccarci la pelle come animali feriti

da una freccia che ha fatto breccia altrove dal cuore

qualcosa che ci ha feriti quasi a morte

oltrepassa questa carne va al di là, in qualche punto dell’ignoto

vaga come un treno, vaga come un vagone di merci contraffatte

sono tutti i baci rubati dell’anno, illegali e sperduti

che finiranno gran parte nell’immondizia

Saprò io cogliere il tuo incontrandolo con le mie mani che aspettano la pioggia?


Posseggo dunque non sono

Amore mio.
Mio. Nessuna cosa è in mio vero possesso. Dichiarando che ciò che amo è anche mio in quello stesso momento ho affermato da una parte di non amare e dall’altra di munirmi di un’arma eccezionale che mi condurrà ad una morte prematura.
L’uomo come la donna non possiede nulla, forse neanche i propri figli possono definirsi proprietà privata. Perché essi sono liberi di incontrarsi con il resto del mondo e non c’è nessuna catena che li debba tenere legati a chi li abbia procreati. E’ dunque vero che l’uomo non possiede nulla. Una donna che ti vuol vivere accanto non è un tuo possesso. Amore mio. Stella mia. Nulla è tuo. Ma il mondo vuole farti credere che tu possa avere il privilegio di poter possedere anche l’amore. L’amore non si possiede, si vive.
L’uomo quando ha la pretesa di possedere può arrivare fino ad uccidere gli altri o se stesso, come un bambino capriccioso quando scopre che gli hanno rubato il proprio giocattolo. Quando quell’uomo scoprirà che nulla può davvero essere in suo possesso, perché come animali abitanti la terra facciamo parte di un tutt’uno con l’intera natura e nulla è nostro ma tutto è in noi, quell’uomo impazzirà e sarà in grado di distruggere il suo amore come lo stesso giocattolo che buttò via da bambino. Quando un uomo crede di possedere sarà semplice per lui una volta scoperta la verità e cioè che nulla si può possedere, di distruggere ciò che lui riteneva e pretendeva di poter possedere.
L’amore non si ha, si vive. La vita non si ha, si vive. Forse solo la morte è davvero nostra, ma ci annichilisce.
Ciò che pensate di possedere in realtà non lo possedete affatto.


La ballata sul dirupo

Non voglio cadere in amore perché non voglio sentirmi precipitato, vorrei essere di tutto una parte, partecipato

Non voglio cadere in amore è come una molla che mi rimbalza altrove

tu che osi definirti felice in coppia e poi tutto scoppia, casa, dolce, casa, famiglia figli bambini lavoro torna resta

un coltello piantato nella schiena, una vasca piena di sangue, mura devastate da proiettili

fuori fori e dentro buchi

che cosa possiamo farci di questa storia?

non vedi che tutto è campato per aria, come castelli diroccati, o aerei dirottati,

false piste da seguire, magari un fiume di cocaina

con il nostro segugio che sa e ci ritrova ad ogni angolo

dove ho dimenticato di pulire

sangue lì, sangue del mio sangue

ma dove ti sta trascinando via tutta questa lucida follia

e allora urli voglio andare via

ma non sai che la colpa è del sistema

ma non sai che la colpa è del sistema

ma ti sistemo io, ti sistemo io. Te lo dissi anche quando c’incontrammo, adesso ci sistemiamo, io e te.

Lo abbiamo fatto, direttamente sistemati

adesso viviamo come terremotati e non arrivano mai i soccorsi

chiama l’ambulanza per la vita, non quella per la morte

chiamate la polizia, oddio mia zia, è sistemata pure lei

un sisma del settimo grado della scala macelli

adesso uno squarcio del cielo e uno sul mio volto e tutto andrà via

sì sì, ci siamo proprio sistemati

la lapide lungo quello sterminato fazzoletto di terra

mi vien da piangere, il fazzoletto

lacrime cadono, scivolano si poggiano.

Sistematicamente come quando la pioggia piove.

Sono caduto in amore, inciampato, caduto e morto. Arrivano i soccorsi, gli orsi, i matti, le camicie

rivestitemi

Sono caduto come la pioggia, piovo un po’ anch’io ovunque

perdo (acqua)

chiudete la falla (fall in love) non fatemi scorrere nel mare.


La grande illusione

L’amore significa rinunciare alla forza. Ma rinunciando alla forza si rinuncia al predominio dell’erotismo.

L’amore è cessare di resistere e abbandonarsi. Lasciarsi prendere e indagare.

Cessata la forza e la resistenza ne saremo preda ovunque.

Cadremo così malati a letto, con una strana forma di influenza.

L’amore è anche estrema debolezza. Una vertigine verso il basso ventre.

D’amore si cade.


XVIX. Fine semiseria dei notturni in un cielo stellato d’agosto

I notturni si svegliarono di nuovo a mezzogiorno. Il muso questa volta se l’erano sfracellato di nuovo cadendo da un grosso dirupo con la propria auto e invece di fare i musoni ottennero per bontà divina il mascellone hollywoodiano. Tutte le notturne s’innamorarono dei notturni. Tutte cadevano ai loro piedi e i notturni non perdevano tempo a tirare dei bei calci grossi alle notturne in ginocchio da loro direttamente anch’essi sui loro musi. E così anche le notturne iniziarono ad avere un bel muso da cavalle. I notturni e le notturne iniziarono a tendersi la mano e a camminare insieme per le strade accarezzandosi le braccia reciprocamente e seppur con qualche difficoltà ricominciarono a vedere la luce nella sua vera essenza. Portavano gli occhialoni neri i notturni. Avevano la pelle chiara e pallida così come lo erano state le loro idee impolverate fino a qualche tempo prima, non avevano la più pallida idea e non avevano più delle idee chiare. S’erano ingrigite e scurite nella notte.  C’era stato bisogno di uno scontro fenomenale per farli tornare a veder le stelle.
Una botta in testa. Sì, fu proprio una botta in testa verso mezzogiorno. Si allearono tutte le madri del sabato sera per dare quella botta in testa a tutti i notturni che tornavano con la febbre di quella sera prima. Le madri erano giallognole, il giallo dell’età adulta, prima che arrivi il rosso che lasci passare a miglior vita.
E boom. Una botta ed un’esplosione colossale si avvertì ovunque. I notturni riaprirono gli occhi, ricominciarono a vedere, le idee si fecero chiare, e chi non aveva la più pallida idea la spedì in spiaggia ad abbronzare.
Fu così che finì l’era dei notturni. Ricominciarono ad amarsi, anche se con qualche lite, ricominciarono a camminare su sentieri lastricati di sabbie dorate. E qualche macchia di sangue.